Assemblea 31 maggio Coordinamento Lavoratori Autoconvocati
Riceviamo, aderiamo e diffondiamo
ASSEMBLEA NAZIONALE
PER NON FAR PAGARE LA CRISI AI LAVORATORI
CONTRO GOVERNI, PADRONI E SINDACATI DI REGIME
COSTRUIAMO L'UNITÀ D'AZIONE DEL SINDACALISMO CONFLITTUALE
La pandemia del Coronavirus ha accelerato la crisi dell'economia mondiale. Un risultato ineluttabile per questo modo
di produzione e che era già pienamente maturo ma di cui ora padroni e governi fanno ricadere la responsabilità su un
evento esterno e imponderabile. Un alibi, insomma.
Ciò torna utile alla classe dominante anche per rendere più efficaci gli appelli rivolti alla classe lavoratrice affinché si
pieghi a nuovi e più gravi sacrifici per salvare quel preteso “bene comune” che chiamano “paese”, “economia nazionale”,
secondo le ipocrite formule retoriche quali “siamo tutti una grande famiglia”, “siamo tutti sulla stessa barca”, “siamo
tutti fratelli d'Italia”.
Il “bene comune” non esiste, in una società divisa in classi. Ciò che i lavoratori sono chiamati a salvare col loro
sacrificio è la sottomissione politica, sociale e economica alla classe dominante, che è la causa della loro miseria.
Anni di ideologia padronale volta ad avvilire la classe operaia – pubblicizzandone la scomparsa – si sono sbriciolati in
pochi giorni di epidemia, quando al resto della popolazione era fatto obbligo di stare a casa, agli operai di andare a
lavorare. Gli operai sono diventati indispensabili ma sempre più e in ogni caso da sacrificare, per quel bene assoluto e per
nulla comune e pubblico: il profitto.
Ora a tutta la classe lavoratrice, non solo agli operai, i padroni si apprestano a far pagare la crisi di questo loro
fallimentare sistema economico-sociale. Sono già iniziate le manovre in tal senso...
Il nuovo presidente di Confindustria, tale Bonomi, ha invocato il superamento di tutti i contratti collettivi nazionali di
lavoro (Ccnl) in essere, per poter sfruttare di più e meglio. Contratti già pessimi e a perdere, da decenni, firmati dalle
dirigenze dei sindacati di regime (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) che certo non organizzeranno alcuna difesa dei lavoratori a fronte
di questo nuovo grande attacco.
Sono dunque i lavoratori combattivi e i militanti del sindacalismo conflittuale che devono farsi carico del
compito di preparare, promuovere e organizzare la lotta e la mobilitazione.
Questo può avvenire solo con la consapevolezza che nessuna delle attuali piccole o esigue organizzazioni del
sindacalismo conflittuale, da sola, è in grado di fronteggiare lo scontro e il conflitto di classe.
Il compito di oggi è unire nell'azione tutte le forze del sindacalismo conflittuale per offrire ai lavoratori una
alternativa e una opposizione al sindacalismo collaborazionista e concertativo.
Ciò è possibile, è necessario, e va fatto sulla base di rivendicazioni sindacali, consapevoli della differenza che corre fra
queste e gli obiettivi ed i programmi di carattere politico. La confusione tra i due livelli – sindacale e partitico – alimenta
divisioni e frantumazione.
In queste settimane si sono costituiti ambiti e iniziative per l'unità d'azione delle classe lavoratrici. A differenza della
nostra esperienza – nata oltre un anno e mezzo fa – quindi non in 'emergenza sanitaria', queste sono caratterizzate dal
voler unire percorsi sindacali, sociali e politici. Lo consideriamo un errore, tentativi già visti e rivisti in passato, ma
giudichiamo utile la collaborazione con queste iniziative al fine della ricerca dell'unità d'azione sul terreno della lotta e
dell'iniziativa sindacale.
Con questo obiettivo convochiamo
domenica 31 maggio alle ore 16.30
una Assemblea Nazionale in video conferenza.
Chi è interessato a partecipare scriva all'indirizzo emal:
coordautoconvocat2019@gmail.com
Mercoledì 20 maggio 2020
Coordinamento lavoratori-lavoratrici autoconvocati per l'unità della classe
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